Roma, 13 Dicembre 2017  
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Marco Causi
Professore di Economia politica, Facoltà di Economia "Federico Caffè", Università Roma Tre
Deputato dal 2008, rieletto nel febbraio 2013
 
Una bussola virtuale dell´economia reale
Questo sito è a disposizione di chi voglia affrontare i temi del nostro tempo, con la curiosità per il mondo
 
La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



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Roma 22/04/2009 Marco Causi
Una nuova politica culturale dello Stato.
(economia)
Convegno
Aula Magna del Rettorato, Università degli Studi Roma Tre
22 aprile 2009

Finanziare la cultura in tempi di crisi

Le riduzioni che i provvedimenti di finanza pubblica hanno disposto durante il 2008 a carico degli stanziamenti affidati all´amministrazione statale dei beni e delle attività culturali è significativa: al confronto con il 2007, -213 milioni nel 2008, -497 nel 2009, -412 nel 2010, -493 nel 2011; in termini settoriali, nel solo 2009 circa 180 milioni in meno per il Fus, 130 in meno per archivi e biblioteche, 80 in meno per tutela e valorizzazione dei beni archeologici, architettonici e storico-artistici, destinati però a diventare 160 nel 2011, 40 in meno di fondi da ripartire.
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Roma 31/03/2009 M.Causi
La finanza del Comune e il "buco a prescindere"
(finanza pubblica)
Ecco le mie precisazioni pubblicate da "La Repubblica" in merito ad un fondo di Massimo Riva.
Secondo Massimo Riva su Repubblica del 24 marzo il Comune di Roma ha effettuato "una complessa ristrutturazione del debito, che, pur allungando le scadenze fino al 2048, comporta un micidiale appesantimento degli oneri per interessi", con la conseguenza di un aumento della spesa di 200 milioni nel 2009.
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Roma 26/03/2009 M.Causi
Disegno di legge delega sul federalismo fiscale
(finanza pubblica)
Una prima valutazione dei miglioramenti al testo introdotti su iniziativa del Partito Democratico.
In cinque mesi di lavoro il Partito Democratico ha tentato di aggiustare l´originario testo "Calderoli" sul federalismo fiscale con l´obiettivo di renderlo conforme al dettato costituzionale, meno infarcito di egoismo territoriale, coerente con una visione innovativa dell´unità nazionale. Ad una prima valutazione, si può dire che molti di questi tentativi hanno avuto esito positivo, anche se l´impianto del testo resta comunque diverso da quello che il PD avrebbe voluto (ad esempio, la perequazione è per enti e non per "territori" e per "comunità", come proposto nel progetto di legge "Finocchiaro"; non c´è contestualità con la riforma amministrativa; non si avvia la riforma del Parlamento) e se alcune questioni non secondarie restano comunque aperte.

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Roma 23/03/2009 M.Causi
La riforma di Roma Capitale è un risultato di tutta la città
(finanza pubblica)
La Camera approva domani, martedì 24 marzo, in seconda lettura, il disegno di legge delega sul federalismo fiscale, al cui interno è inserito il nuovo ordinamento di Roma capitale.

Viene così data attuazione, finalmente, ad una norma introdotta nella riforma costituzionale del 2001. Più poteri al Comune della città capitale, soprattutto in tema di sviluppo urbano, sviluppo economico e sociale, servizi urbani. In prospettiva, più risorse finanziarie.

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Roma 21/03/2009 M.Causi
Acea: il Governo riconosce l´importanza strategica degli accordi industriali con Suez-Gaz de France, e smentisce così i nuovi orientamenti del Comune di Roma
(economia)
Secondo il Ministero dello sviluppo economico "la joint venture fra Acea e Suez-Gaz de France è un´opportunità di cooperazione industriale nel settore dei servizi pubblici locali (…) In particolare, tale operazione presenta le caratteristiche di un´allean [...]
Roma 28/02/2009 M.Causi
Perchè Alemanno rinuncia al ruolo di ACEA: gas più elettricità?
(economia)
Da alcuni giorni, e di nuovo oggi su Il Sole 24 Ore, si susseguono voci incontrollate che parlano di un cambiamento di strategia del Comune di Roma in merito ad Acea SpA.
Sembra che il Comune non voglia più perseguire l´obiettivo di integrare all´interno del gruppo Acea la rete romana del gas, che alcuni mesi fa l´Eni ha venduto a Suez-Gaz de France. Poiché i francesi sono già partner industriali di Acea nell´elettricità, l´estensione dell´alleanza anche al gas consentirebbe all´azienda romana di diventare un giocatore "globale" sui servizi pubblici locali, come lo sono le sue consorelle lombarde o emiliane.


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Roma 16/02/2009 M.Causi
Come si finanzia il piano anti-crisi del PD
(finanza pubblica)
Per più della metà, il piano anti-crisi del PD può essere finanziato con i risparmi della spesa pubblica per interessi, derivanti dalla riduzione dei tassi.
Il tasso BCE si è ridotto di 2,25 punti rispetto a sei mesi fa. Il tasso che lo Stato italiano deve pagare sui titoli pubblici di nuova emissione si è ridotto mese dopo mese in modo leggermente inferiore, ma comunque di quasi due punti. Anche nelle ultimissime aste la domanda è stata abbondante e i tassi minimi.
Ogni punto in meno di tassi vale un risparmio per lo Stato di 4-5 miliardi. Due punti in meno, quindi, valgono fra gli otto e i dieci miliardi.
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Roma 12/02/2009 SALVATORE BIONDO Segretario Gen. Agg. CISL Roma
LA CITTA´ ANTICICLICA
(economia)
La sfida che lo sviluppo sostenibile pone alle grandi aree urbane è grandissima. Le aree urbane infatti, sono protagoniste sia delle criticità maggiori prodotte dalla recessione che delle opportunità ed occasioni di crescita più realistiche in questa fase [...]
Roma 02/02/2009 M.Causi
Roma, imprese in crescita: fino a quando?
(economia)
I dati anagrafici sulle imprese di fonte Unioncamere-Cerved resi noti oggi da Il Sole 24 Ore confermano che l´area romana ha strutturalmente rafforzato, nel corso degli ultimi anni, la sua attrattività.
Roma è diventata la prima area del paese per numero di imprese, scavalcando Milano in testa alla graduatoria. Fra il 2005 e il 2008 Roma è l´area in cui il numero di imprese è cresciuto più che in ogni altra città italiana (+45 mila contro +10 mila a Milano). Inoltre, Roma è in testa alla classifica dei trasferimenti: il saldo fra imprese arrivate a Roma e imprese partite è di 1.601, mentre in generale nelle altre grandi città questo saldo è negativo (-1.066 a Milano).
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Roma 23/01/2009 M.Causi
Attuazione dell´art. 119 della Costituzione (federalismo fiscale): un esempio di come il Parlamento dovrebbe sempre lavorare
(finanza pubblica)
Il senato ha approvato il disegno di legge delega che attua l´articolo 119 della costituzione, quello relativo all´assetto della finanza locale e regionale. E´ invalso l´uso di definirlo "federalismo fiscale", ma in realtà queste due parole non compaiono in costituzione, e sono più il frutto di un´interpretazione politica del processo di riforma dello stato che non il suo contenuto reale.

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Roma 23/01/2009 M.Causi
Trasparenza sul bilancio: Roma al top sul rendiconto 2006
(finanza pubblica)
Il Comune di Roma al top sul rendiconto del 2006 (l´ultimo della giunta Veltroni). Saprà Alemanno far restare Roma in testa a questa classifica? Ovvero: gli errori del piano di rientro di Alemanno sei mesi dopo. [...]
Roma 12/01/2009 M.causi
Più solidarietà, più concertazione, più sviluppo
(finanza pubblica)
Mentre l´Unione Europea suggerisce agli Stati membri il varo di politiche fiscali espansive per un punto e mezzo di Pil (sarebbero circa 23 miliardi in Italia) e mentre il Fondo Monetario Internazionale critica l´insufficienza dei piani di salvataggio finora adottati dai paesi del G20, oggi la Camera comincia ad esaminare il decreto anti-crisi. Secondo le stime fornite dal Governo, esso non ha alcun impatto sui saldi di finanza pubblica: le maggiori spese (il bonus famiglia) si finanziano con le maggiori entrate (rivalutazione "agevolata" e accertamenti). E´ probabile che alcune delle poste in entrata siano sopravvalutate, e quindi che in realtà la manovra sia in leggero deficit, pari a circa lo 0,3% del Pil. Anche tenendo conto che i 2,4 miliardi del bonus famiglia hanno un effetto redistributivo, si tratta comunque e davvero di troppo poco per garantire un sensibile impatto antirecessivo. [...]
Roma 22/12/2008 M.Causi
Lettera di Natale al Ministro Tremonti
(economia)
Caro Ministro,
mentre l´Unione Europea suggerisce agli Stati membri il varo di politiche fiscali espansive per un punto e mezzo di Pil (sarebbero circa 23 miliardi in Italia) e mentre il Fondo Monetario Internazionale critica l´insufficienza dei piani di salvataggio finora adottati dai paesi del G20, oggi in Commissione alla Camera abbiamo cominciato ad esaminare il tuo decreto anti-crisi. Secondo le stime che ci hai fornito, esso non ha alcun impatto sui saldi di finanza pubblica: le maggiori spese (il bonus famiglia) si finanziano con le maggiori entrate (rivalutazione "agevolata" e accertamenti). Secondo me alcune delle poste in entrata sono un po´ sopravvalutate, e quindi in realtà la tua manovra è in leggero deficit, pari a circa lo 0,3% del Pil. Anche tenendo conto che i 2,4 miliardi del bonus famiglia hanno un effetto redistributivo, è troppo poco per garantire un sensibile impatto antirecessivo.
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Roma 19/12/2008 M.Causi
Manutenzione stradale a Roma: perché è meglio il "general contractor"
(economia)
L´opinione pubblica ha il diritto di essere informata sulla questione della manutenzione delle strade di Roma meglio di quanto possano fare i giudici e la stampa a partire da brandelli indistinti di intercettazioni telefoniche. Se una questione come questa assume, come sta assumendo, un valore politico così elevato (forse un po´ esagerato, ma si sa come funziona il sistema politico-mediatico), allora l´opinione pubblica deve poterne conoscere tutti gli aspetti. E chi ha avuto responsabilità amministrative, come il sosttoscritto, ha il dovere di fornire in sede pubblica il suo personale contributo di informazioni e di valutazioni. [...]
Roma 18/12/2008 M.Causi
L´agricoltura siciliana dentro la politica economica nazionale
(mezzogiorno e sicilia)
Forse pochi sanno che il 28 per cento delle imprese siciliane è costituito da imprese agricole; che nel solo settore colpito dalla decurtazione dei contributi lavorano 130 mila addetti, di cui, oggi, 15 mila sono a rischio o potrebbero essere ricacciati nel sommerso; pochi sanno, forse, che la Sicilia produce l´8 per cento dell´export nazionale dell´agricoltura e che negli ultimi anni il tasso di crescita delle imprese della filiera agroindustriale siciliana è ben superiore a quello nazionale. Pochi, forse, sanno che in importanti zone della Sicilia la produttività agricola è superiore a quella nazionale ed è basata su modelli organizzativi moderni, su tecnologie avanzate, su sistemi e reti d´impresa che raggiungono dimensioni del tutto rispettabili al confronto con il nord italiano ed europeo (penso, in particolare, al versante sudorientale dell´isola, quello ibleo, oppure ai distretti agroindustriali dell´agrigentino e del trapanese). [...]
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