Roma, 21 Ottobre 2017  
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Marco Causi
Professore di Economia politica, Facoltà di Economia "Federico Caffè", Università Roma Tre
Deputato dal 2008, rieletto nel febbraio 2013
 
Una bussola virtuale dell´economia reale
Questo sito è a disposizione di chi voglia affrontare i temi del nostro tempo, con la curiosità per il mondo
 
La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



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Roma 24/09/2009 M.Causi
la destra italiana non è Obama : lo "scudo" fiscale solo per i soliti furbi e privilegiati
(economia)
Lo "scudo" fiscale è diventato ancora più indigeribile con le modifiche apportate al Senato, che permettono ai soggetti "scudati" di proteggersi non solo per i reati di tipo amministrativo, civile e tributario, ma anche per alcuni reati di rilevanza penale, come il falso in bilancio.
D´altra parte, questa è una naturale conseguenza del vero ampliamento introdotto, e cioè l´estensione dello "scudo" alle controllate e collegate estere di imprese italiane. Neppure nei precedenti "scudi" si era estesa così tanto la platea del "regalo", che restava confinata a persone fisiche, enti non commerciali e società semplici. [...]
Roma 21/09/2009 M.Causi
Una vera riforma dei servizi pubblici locali non può limitarsi a generici appelli pro concorrenziali
(finanza pubblica)
Intervento alla Camera dei Deputati in occasione della discussione delle mozioni sulla riforma dei servizi pubblici locali.

L´assetto dei servizi pubblici locali è da anni al centro della discussione economica e politica in Italia.
Ciò è certamente dovuto alla rilevanza di questo comparto, che al suo interno racchiude settori molto diversi fra loro dal punto di vista non solo merceologico, ma anche dei processi industriali. Tali settori sono unificati però dall´essere tutti, come indica la dizione comunitaria, servizi di interesse economico generale, e che quindi le autorità pubbliche devono presidiare in via diretta alla luce di obiettivi socialmente prioritari quali l´universalità del servizio stesso e la sua accessibilità dal punto di vista fisico ed economico
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Roma 06/08/2009 M.Causi
Una politica nazionale per il Sud fuori dalle ipocrisie
(mezzogiorno e sicilia)
Il braccio di ferro sui fondi per la Sicilia ha avuto almeno un merito: si torna a parlare del Mezzogiorno. Ma i meriti si fermano qui, perché la discussione resta davvero di scarsa qualità (un po´ come la spesa pubblica, verrebbe da dire), confusa e carica di ipocrisie.
Per tentare di fare chiarezza partiamo da un dato. Le politiche per lo sviluppo territoriale sono solo una parte delle politiche pubbliche, e neppure la più grande. Nel Sud, dove le politiche per lo sviluppo territoriale sono più fortemente concentrate (in teoria per l´85%), si tratta di meno di 10 miliardi all´anno su una spesa dell´intero settore pubblico allargato di circa 200 miliardi: insomma, i fondi "aggiuntivi" per lo sviluppo pesano solo per il 5% sull´intervento pubblico complessivo.
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Roma 28/07/2009 M.Causi
Quello che dice il Dpef e quello che il Dpef non dice
(finanza pubblica)
Signor Presidente, nel mio intervento mi concentrerò su quattro cose che il DPEF dice e su cinque cose che, invece, il DPEF non dice.
Comincio da quello che il DPEF dice. La prima cosa: dalla tabella a pagina 41 del documento si vede chiaramente che la politica economica in Italia è stata nel 2008 prociclica. Gli interventi discrezionali e aggiuntivi effettuati durante il 2008 hanno prodotto un avanzo di bilancio di mezzo punto di PIL. Questo è un aspetto importante perché aver avuto una politica economica prociclica, e che quindi ha aggravato la stretta finanziaria nel momento in cui arrivava la recessione, è la prima, e forse la principale, responsabilità del Governo e giustifica anche l´eccesso di recessione italiana al confronto con gli altri Paesi europei.
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Roma 23/07/2009 M.Causi
I nuovi Comuni nella Repubblica federale: la Carta delle Autonomie
(finanza pubblica)
E´ necessario più coraggio nella differenziazione delle funzioni tra comuni e province. Faccio un esempio. Se si vuole più concorrenza nell´offerta dei servizi di interesse economico generale (trasporti, acqua, rifiuti, energia, ecc.) ci deve essere qualcuno che si occupi in via sistematica e professionale della domanda. La pubblica amministrazione deve essere garante della domanda da parte dei cittadini e delle imprese: standard e qualità del servizio, tariffe, ecc. . [...]
Roma 21/07/2009 M.Causi
A proposito di multe...
(economia)
Nel decreto anti-crisi varato oggi, non senza turbolenze, dalle Commissioni bilancio e finanze della Camera è stato inserito un emendamento che consente ai Comuni di abbattere l´importo delle sanzioni dovute dagli automobilisti per le contravvenzioni stra [...]
Roma 08/07/2009 M.Causi
Pillole di idee. Spunti per la discussione congressuale del PD
(economia)

Eric Hobsbawn propose qualche anno fa di far finire il XX secolo, il "secolo breve", nel 1989. Può darsi che in futuro qualche storico proponga invece di farlo durare fino alla grande crisi del 2008. Perché questa crisi segna la fine dell´equilibrio geo-politico-economico stabilitosi dopo la caduta del muro di Berlino. E proietta il mondo verso nuovi e inediti scenari.
La crisi mondiale, pur essendo esplosa come crisi finanziaria, ha profonde radici reali nel mondo che si è venuto costruendo a partire dalla seconda metà degli anni ´80. I punti cruciali sono tre: il deficit americano, che ha permesso agli Stati Uniti di correre, fino ad inciampare; la crescente libertà di movimento non solo dei capitali e delle merci, ma anche delle persone, con l´aumento dei flussi migratori; lo sviluppo dell´Asia, ma anche di altre nuove potenze economiche regionali a medio reddito.

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Roma 24/06/2009 M.Causi
Perché il Partito Democratico dovrebbe sostenere la delibera di riordino delle aziende che Castiglione lascia in eredità a Leo.
(finanza pubblica)
Da quel poco che si riesce a intuire dietro la cortina fumogena dei comunicati ufficiali, la "mini-crisi" della Giunta Alemanno, con la sostituzione del responsabile del bilancio, trae origine dalle politiche in materia di aziende partecipate dal Comune. L´assessore uscente aveva già avviato una concertazione con la parti sociali su una delibera di riordino, il cui iter però sembra molto complicato sul piano politico, così come sembra più difficile del previsto l´attuazione di delibere già approvate. Mi riferisco alla riforma delle aziende di trasporto la quale, con un meccanismo esattamente uguale a quello previsto dall´analoga delibera già predisposta all´inizio del 2008 dalla precedente Giunta, prevede la sostituzione dei consigli di amministrazione di Trambus e Metro con amministratori unici di profilo tecnico. [...]
Roma 29/04/2009 M.Causi
Alitalia: perdite grandi per i piccoli risparmiatori
(economia)
Risoluzione in Commissione 7-00112
Dal 13 gennaio 2009 è operativa la nuova Alitalia: dopo mesi di incertezza, la vicenda Alitalia si è conclusa con un costo elevatissimo per i cittadini italiani, sia come contribuenti che come utenti del servizio aereo;
con diverse dichiarazioni pubbliche il Presidente del Consiglio ed il Ministro dell´economia e delle finanze hanno espresso la volontà di tutelare i piccoli azionisti e gli obbligazionisti che avevano investito in Alitalia; [...]
Roma 23/04/2009 M.Causi
Comuni e federalismo fiscale
(finanza pubblica)
Da alcuni anni ormai i Comuni italiani sono sottoposti ad una significativa cura dimagrante dal punto di vista finanziario. Non si tratta della semplice partecipazione pro-quota a più generali politiche di risanamento delle pubbliche finanze. No: ai Comuni è stato chiesto di più. E infatti, fra il 2004 e il 2007, il comparto dei Comuni è passato da un deficit di 3,7 miliardi di euro ad un avanzo di 325 milioni, mentre tutti gli altri comparti della finanza decentrata, e soprattutto quello delle Regioni e della Sanità, restavano in deficit e in alcuni casi lo incrementavano.

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Roma 22/04/2009 Marco Causi
Una nuova politica culturale dello Stato.
(economia)
Convegno
Aula Magna del Rettorato, Università degli Studi Roma Tre
22 aprile 2009

Finanziare la cultura in tempi di crisi

Le riduzioni che i provvedimenti di finanza pubblica hanno disposto durante il 2008 a carico degli stanziamenti affidati all´amministrazione statale dei beni e delle attività culturali è significativa: al confronto con il 2007, -213 milioni nel 2008, -497 nel 2009, -412 nel 2010, -493 nel 2011; in termini settoriali, nel solo 2009 circa 180 milioni in meno per il Fus, 130 in meno per archivi e biblioteche, 80 in meno per tutela e valorizzazione dei beni archeologici, architettonici e storico-artistici, destinati però a diventare 160 nel 2011, 40 in meno di fondi da ripartire.
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Roma 31/03/2009 M.Causi
La finanza del Comune e il "buco a prescindere"
(finanza pubblica)
Ecco le mie precisazioni pubblicate da "La Repubblica" in merito ad un fondo di Massimo Riva.
Secondo Massimo Riva su Repubblica del 24 marzo il Comune di Roma ha effettuato "una complessa ristrutturazione del debito, che, pur allungando le scadenze fino al 2048, comporta un micidiale appesantimento degli oneri per interessi", con la conseguenza di un aumento della spesa di 200 milioni nel 2009.
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Roma 26/03/2009 M.Causi
Disegno di legge delega sul federalismo fiscale
(finanza pubblica)
Una prima valutazione dei miglioramenti al testo introdotti su iniziativa del Partito Democratico.
In cinque mesi di lavoro il Partito Democratico ha tentato di aggiustare l´originario testo "Calderoli" sul federalismo fiscale con l´obiettivo di renderlo conforme al dettato costituzionale, meno infarcito di egoismo territoriale, coerente con una visione innovativa dell´unità nazionale. Ad una prima valutazione, si può dire che molti di questi tentativi hanno avuto esito positivo, anche se l´impianto del testo resta comunque diverso da quello che il PD avrebbe voluto (ad esempio, la perequazione è per enti e non per "territori" e per "comunità", come proposto nel progetto di legge "Finocchiaro"; non c´è contestualità con la riforma amministrativa; non si avvia la riforma del Parlamento) e se alcune questioni non secondarie restano comunque aperte.

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Roma 23/03/2009 M.Causi
La riforma di Roma Capitale è un risultato di tutta la città
(finanza pubblica)
La Camera approva domani, martedì 24 marzo, in seconda lettura, il disegno di legge delega sul federalismo fiscale, al cui interno è inserito il nuovo ordinamento di Roma capitale.

Viene così data attuazione, finalmente, ad una norma introdotta nella riforma costituzionale del 2001. Più poteri al Comune della città capitale, soprattutto in tema di sviluppo urbano, sviluppo economico e sociale, servizi urbani. In prospettiva, più risorse finanziarie.

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Roma 21/03/2009 M.Causi
Acea: il Governo riconosce l´importanza strategica degli accordi industriali con Suez-Gaz de France, e smentisce così i nuovi orientamenti del Comune di Roma
(economia)
Secondo il Ministero dello sviluppo economico "la joint venture fra Acea e Suez-Gaz de France è un´opportunità di cooperazione industriale nel settore dei servizi pubblici locali (…) In particolare, tale operazione presenta le caratteristiche di un´allean [...]
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