Roma, 13 Dicembre 2017  
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Marco Causi
Professore di Economia politica, Facoltà di Economia "Federico Caffè", Università Roma Tre
Deputato dal 2008, rieletto nel febbraio 2013
 
Una bussola virtuale dell´economia reale
Questo sito è a disposizione di chi voglia affrontare i temi del nostro tempo, con la curiosità per il mondo
 
La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



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Roma 18/12/2008 M.Causi
DDl Federalismo Fiscale
(finanza pubblica)
Il tema dell´attuazione del federalismo fiscale è iscritto nell´agenda politica ormai da sette anni. La riforma del Titolo V, unitamente al trasferimento di numerose competenze legislative e amministrative, ha infatti previsto, com´è naturale, che si debb [...]
Roma 17/12/2008 M.Causi
Una proposta per venire incontro alle difficoltà di liquidità delle imprese fornitrici della pubblica amministrazione
(economia)
La domanda di consumi sta calando vertiginosamente in tutto il mondo. E questa non è la sola notizia. Quella ancora più importante è che essa non tornerà mai più in futuro ad avere le stesse caratteristiche che abbiamo conosciuto negli ultimi venticinque anni. Il circuito Stati Uniti che si indebitano per comprare qualsiasi cosa (dalle case agli armamenti) e Cina che produce e incassa dollari (e, nel nostro piccolo, Italia che viene trainata, laddove può, dalla domanda internazionale dei beni in cui è specializzata) è finito. Ci sarà tempo per ragionare di quale nuovo modello di consumo e di investimento potrà reggere in futuro un nuovo equilibrio sostenibile dell´economia mondiale. [...]
Roma 17/12/2008 M.Causi
Una proposta per regolare l´accesso dei Fondi Sovrani alla proprietà delle imprese italiane
(economia)
Da mesi assistiamo, sulla questione dei Fondi Sovrani, a una strana schizofrenia da parte del governo di centro-destra.
Da un lato, segnali di allarme e di paura per la possibilità di scalate ostili a società italiane da parte di soggetti riconducibili a Stati esteri (Fondi Sovrani). Dall´altro lato, un evidente lavoro diplomatico per regolare i rapporti con questi soggetti, il cui apporto di capitale può risultare di grande interesse per le nostre imprese asfitticamente patrimonializzate e colpite dalla caduta dei loro valori, fino all´annuncio entusiastico dell´ingresso in Eni del Fondo Sovrano libico: una decisione presa al di fuori del mercato, sulla base di una trattativa intergovernativa i cui aspetti sono ancora oggi non del tutto trasparenti.
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Roma 17/12/2008 M.Causi
Crisi economica, cinque le emergenze: liquidità, disoccupazione, mezzogiorno, investimenti pubblici
(finanza pubblica)
E´ cominciata la battaglia in Parlamento per modificare il decreto legge 185, che contiene le misure per contrastare la crisi economica proposte dal governo. Misure del tutto insufficienti: basti pensare che l´Unione Europea ha suggerito ai paesi membri di mettere in atto manovre di sostegno all´economia pari a un punto e mezzo di Pil, anche finanziandole in deficit, purchè le misure siano anticicliche o temporanee. In Italia questo significherebbe una manovra di sostegno all´economia di 22 miliardi di euro, e invece il governo italiano ha presentato un piano che, addirittura, migliora i saldi di bilancio. [...]
Roma 17/12/2008 M.Causi
Le risorse del fondo Fas utilizzate nel mezzogiorno sono molto inferiori a quelli utilizzati in Germania e Spagna.
(mezzogiorno e sicilia)
Siamo di fronte ad un caso lampante di difficoltà di gestione e di adeguatezza delle regole con cui si regge il nostro sistema amministrativo. Effettivamente alcuni prezzi internazionali sono molto aumentati durante il 2008, ma già negli ultimi mesi dello stesso 2008 quei prezzi internazionali sono diminuiti e, anzi, per effetto della crisi internazionale una delle preoccupazioni è quella di essere entrati in una fase deflattiva. Ricordo che il prezzo del petrolio è molto diminuito e la riduzione della domanda di una serie di beni sta comportando la riduzione dei prezzi. [...]
Roma 06/12/2008 M.Causi
Perchè ripianare solo i debiti di Roma?
(economia)
Bene, allora, che arrivino nuove risorse al Campidoglio. Meno bene le modalità con cui queste risorse sono state accordate. Il governo non ha finanziato un piano per il sostegno dei servizi e delle infrastrutture della città (così avvenne nel 2006, ma anche in altre occasioni, come il Giubileo), ma ha ripianato i debiti del comune. Questi debiti sono la somma di due cose ben diverse. La prima è lo stock del debito accumulatosi negli ultimi trent´anni: un fardello pesante (chi scrive lo sa bene, avendolo dovuto gestire per alcuni anni), ma inferiore a quello sopportato da comuni simili, come Milano o Torino, se confrontato con il numero di abitanti. La domanda nasce spontanea: perché ripianare Roma, e non Milano e Torino? [...]
Roma 25/11/2008 M.Causi
Il decreto "salva-banche" è un´occasione perduta da governo e maggioranza
(finanza pubblica)
Il decreto "salva-banche" è un´occasione perduta da governo e maggioranza.
L´impegno del Partito Democratico per migliorare la "cassetta degli attrezzi" del "nuovo" intervento pubblico in economia ottiene qualche risultato, sulla cui attuazione sarà necessaria una pressante vigilanza

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ROMA 14/11/2008 M.Causi
Gli errori di politica economica del Governo Berlusconi
(economia)
La legge finanziaria approvata ieri dalla Camera non è altro che la conferma della manovra economica triennale varata all´inizio di agosto. Anzi, il governo si è vantato e si vanta di avere, con quella manovra, "blindato" i conti pubblici per tre anni e realizzato una riforma dei meccanismi del bilancio, messo al sicuro da "assalti alla diligenza". Ma oggi, dopo tutto quello che è successo nel mondo, queste scelte mostrano tutti i loro limiti. Anzi, si tratta di veri e propri errori. [...]
Roma 13/11/2008 M.Causi
Persone e imprese di fronte alla crisi
(economia)
La crisi ha origini in fattori reali dell´economia, come peraltro è tipico di tutte le crisi dei sistemi capitalistici, che dietro le "bolle" finanziarie nascondono sempre qualche motivazione di fondo di tipo reale.
Penso a tre elementi. In primo luogo, da più di venti anni gli Stati Uniti generano al loro interno un rilevante squilibrio fra domanda e produzione, che si riflette in ampi e crescenti disavanzi di bilancia dei pagamenti. [...]
Roma 31/10/2008 M.Causi
Banche e dintorni
(finanza pubblica)
Lo Stato aiuta le banche. Come? Con quali benefici per l´intera economia? Con quale capacità di controllare?
Il "nuovo" intervento pubblico in economia richiede nuove regole e criteri di trasparenza
I decreti "salva-banche" hanno cominciato il loro percorso per l´approvazione in Parlamento. Intanto, il Governo sta decidendo ulteriori modifiche all´apparato del nuovo intervento pubblico nel settore bancario e finanziario a cui hanno aperto la strada, sulla scia della crisi, le recenti decisioni europee e internazionali.
Le motivazioni che stanno alla base di un intervento pubblico di urgenza per evitare fallimenti, o situazioni di difficoltà, di istituti bancari sono condivisibili, e hanno a che fare con la natura pubblica del risparmio, non a caso tutelato nella Costituzione, e con l´impatto devastante che avrebbe sull´economia una crisi di fiducia dei depositanti e dei risparmiatori nei confronti delle banche.
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Roma 23/10/2008 M. Causi
Le proposte per il federalismo fiscale del Partito Democratico
(finanza pubblica)
Il centrosinistra da tempo lavora con coerenza per un´azione riformista di segno federalista volta a modernizzare le pubbliche amministrazioni, ad alleggerire e semplificare gli apparati burocratici, ad aumentarne efficienza ed economicità attraverso un maggior controllo da parte dei cittadini.
E´ da questa visione che sono state ispirate le riforme di fine anni ´90 (trasferimento di competenze dallo stato alle regioni e agli enti locali, elezione diretta dei presidenti delle regioni, autonomia statutaria, nuovo titolo V della Costituzione). Il tracciato delle riforme si è interrotto fra il 2001 e il 2006 per la colpevole inerzia del centrodestra, che chiacchera tanto di federalismo fiscale ma non ha prodotto nessun risultato concreto nei cinque anni in cui ha governato. [...]
Roma 23/10/2008 M. Causi
Federalismo e Sicilia: i veri rischi, le possibili opportunità
(mezzogiorno e sicilia)
Le accise sui prodotti petroliferi stanno sviando l´attenzione della Sicilia dalle altre questioni poste dal federalismo fiscale, e dai rischi e dalle opportunità che comporta. E´ legittimo che il Presidente Lombardo intraveda, in base ai rapporti di forza fra centro-destra e partiti territoriali, qualche spazio per ottenere un risultato simbolico per l´autonomismo siciliano. Forse Lombardo sopravvaluta la sua forza, e infatti nel testo varato dal governo il 3 ottobre delle accise non c´è alcuna traccia.
Ma il punto non è questo: se la battaglia siciliana avesse successo, si otterrà la devoluzione di un ulteriore tributo alle regioni. Il tributo non sarà devoluto solo ad alcune regioni ma a tutte, e sono già circolate ipotesi di formule di riparto. Anche con questo nuovo gettito, però, la Sicilia e le altre regioni del Mezzogiorno resteranno ampiamente al di sotto delle loro necessità e dovranno avere accesso ai nuovi fondi della perequazione nazionale. [...]
Roma 23/10/2008 S. Collignon - M. Causi
I titoli dell´Unione Europea per finanziare il piano di salvataggio
(economia)
Finalmente anche l´Europa ha un piano. Dopo settimane di discussioni, i capi di stato e di governo dell´area Euro sono d´accordo sul fatto che le banche europee hanno bisogno di un salvataggio di emergenza.
Meglio tardi che mai. I dettagli però non sono [...]
Roma 15/10/2008 M. Causi
Perché siamo contrari al decreto su Alitalia
(economia)
Intervento sulla conversione in legge del decreto 134
Nell´annunciare il voto contrario del Partito Democratico sul decreto relativo alla vicenda Alitalia, voglio brevemente ricordare le motivazioni che ci portano ad un giudizio fortemente negativo.
La motivazione fondamentale è che ritieniamo sbagliato e modesto il progetto industriale che il governo di centro-destra ha cucito addosso ad Alitalia, e siamo invece convinti che fosse di gran lunga preferibile la soluzione alternativa costruita dal precedente governo Prodi, colpevolmente fatta saltare nelle settimane pre-elettorali dal centro-destra e dai corporativismi sindacali. [...]
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