Roma, 28 Giugno 2017  
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Marco Causi
Professore di Economia politica, Facoltà di Economia "Federico Caffè", Università Roma Tre
Deputato dal 2008, rieletto nel febbraio 2013
 
Una bussola virtuale dell´economia reale
Questo sito è a disposizione di chi voglia affrontare i temi del nostro tempo, con la curiosità per il mondo
 
La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



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Roma 06/05/2013 M. Causi
La politica economica del Governo Letta fra crisi, Europa e riforma dell´Imu
(economia)
Il DEF predisposto dal precedente Governo ha natura transitoria. Vi si legge che "il nuovo Governo, una volta formato, potrà integrare questo quadro presentando, se così riterrà opportuno, un´agenda di riforme, con le relative compatibilità finanziarie, per proseguire il percorso di avvicinamento agli obiettivi della Strategia Europa 2020". Il nuovo Governo, come oggi ha confermato il ministro Saccomanni, ha intenzione di aggiornare il Documento nelle prossime settimane con una Relazione aggiuntiva, dentro il quadro finanziario definito e concordato con l´Unione Europea. Oggi, quindi, cominciamo una discussione ancora interlocutoria. Una discussione, però, importante, da un lato, per capire quali possibili margini di flessibilità potranno essere accordati all´Italia, nel corso della procedura ascendente che ha inizio con il presente Documento; e, dall´altro lato, per definire gli indirizzi del nuovo Governo nelle prossime, cruciali, settimane di lavoro. [...]
Roma 29/03/2013 M.Causi
Marco Causi relatore del primo provvedimento esaminato dalla Commissione speciale presieduta da Giorgetti: la recessione si aggrava e l´UE allenta i vincoli per i pagamenti della P.A.
(economia)
Il Parlamento uscito dalle elezioni di febbraio è, purtroppo, in stallo. Ma le emergenze economiche non possono aspettare. La recessione italiana peggiora da sei mesi e l´Unione Europea ha dato il via libera ad una maggiore flessibiltà di bilancio finalizzata al pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni e a una "mini" golden rule sugli investimenti. Le Commissioni speciali istituite da Camera e Senato nelle more della costituzione delle ordinarie Commissioni permanenti (le quali non possono nascere in assenza di una maggioranza di governo), quelle richiamate da Napolitano nella sua dichiarazione di sabato 30 marzo, hanno esaminato la questione, e a me è stato affidato l´incarico di relatore alla Camera, nella seduta di martedì 2 aprile. [...]
Roma 13/03/2013 Marco Causi
Serve un governo per trattare con la UE e presentare il DEF
(economia)
Il capogruppo designato dal M5S in Senato, Crimi, propone di dare compiuto avvio ai lavori parlamentari anche in assenza di iniziative legislative da parte del governo. E tuttavia Crimi dimentica che l´atto fondamentale su cui il Parlamento dovrebbe essere chiamato a esprimersi nelle prossime settimane è il Documento di Economia e Finanza (DEF) [...]
Roma 06/02/2013 M.Causi
Il falso federalismo del 75 per cento
(finanza pubblica)
La proposta fiscale della destra: demagogica per il Nord, dannosa per tutti

Lega e PDL propongono che Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia trattengano sui propri territori il 75 per cento del gettito dei tributi generati da quegli stessi territori. Si tratta di una proposta incostituzionale, dannosa per la finanza pubblica italiana e pericolosa sul piano economico e politico anche per i cittadini delle regioni del nord che si vorrebbero beneficiare.
 [...]
Roma 03/02/2013 M. Causi
Le politiche urbane fra Stato e Regioni
(economia)
Vorrei sollevare un solo punto, e su questo sollecitare una riflessione soprattutto da parte degli amici costituzionalisti: il tema del rapporto tra ente Regione e territorio. L´esigenza di una politica nazionale per le città deriva anche dal fatto che le Regioni, le quali costituzionalmente e politicamente − anche per come erano nate negli anni Settanta - avrebbero dovuto occuparsi di queste cose, poi non l´hanno fatto o l´hanno fatto in modo molto meno efficace di come i regionalisti avevano sperato [...]
Roma 09/01/2013 M. Causi
Imu poco equa? Colpa della destra
(finanza pubblica)
Sono due gli elementi di equità sull´Imu: il sistema di detrazioni, ancorato al numero di figli piuttosto che a indicatori di reddito, e l´inapproprietezza delle stime catastali, per le quali un appartamento nel centro storico di una città italiana vale in molti casi meno degli appartamenti di nuova edificazione nelle periferie metropolitane [...]
Roma 07/01/2013 Redazione
Attività 2010-2012. Un rendiconto
(economia)
Mi è ben chiaro che, in un´epoca in cui il principale mezzo di comunicazione politica è diventato Twitter, pubblicare come rendiconto della mia attività parlamentare nei tre anni che vanno dal 2010 al 2012 un documento di 186 pagine in carattere Times New Roman 12 a spazio uno − che si aggiunge a un precedente documento di 157 pagine sul biennio 2008-2009 - può sembrare un vezzo passatista, che denota un pizzico di accademicismo, e forse di snobismo.
Accetto il rischio. Autorizzo pertanto chiunque si imbatta in queste pagine a prendermi, se desidera, un po´ in giro. A condizione, però, che lo sfottò sia intelligente e simpatico, comunque lieve.
Dietro queste pagine ci sono tante ore, tanti giorni e tante notti di lavoro.
Ci sono tre anni e mezzo di opposizione politica e parlamentare al governo Berlusconi-Bossi, fino al voto sul Rendiconto dello Stato che lo mise in minoranza alla Camera. [...]
Roma 18/12/2012 M.causi
La legge "rafforzata" di bilancio, il CBO alla portoghese e i commenti all´amatriciana
(finanza pubblica)
Il commento pubblicato su Astrid, a firma Leo Giunti, sulla legge "rafforzata" di bilancio approvata dalla Camera nei giorni scorsi, in attuazione della legge costituzionale che ha modificato l´articolo 81 della Costituzione, è superficiale e disinformato. Non può restare senza risposta. [...]
Roma 06/11/2012 PD
INTERROGAZIONE
(economia)
Al Ministro dell´economia e delle finanze e al Ministro dello sviluppo economico. Per sapere premesso che:
nei territori di Roma e del Lazio, in questi ultimi tre anni si è registrata: la pressione fiscale più alta d´Italia determinata dalle politiche messe in campo dai governi che guidano la Capitale e la Regione; la totale assenza di politiche di concertazione e di politiche anti-crisi finalizzate a riaccendere il motore dello sviluppo in un´area che è più grande dell´Irlanda; l´accumularsi del fardello del ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti di 14.700 imprese che vantano crediti per una stima complessiva di circa 10 miliardi di euro;
 [...]
Roma 12/10/2012 M.Causi
Delega fiscale per l´equità, la trasparenza, la crescita
(finanza pubblica)
Dichiarazione di voto a nome del gruppo del Partito Democratico
Marco Causi
Montecitorio, 11 ottobre 2012
Signor Presidente, nel titolo di questa legge delega non c´è la parola riforma. Ci sono le parole equità, trasparenza, crescita, ma non la parola riforma: non è un caso, perché questa delega non contiene un´organica proposta di modifica del sistema tributario. [...]
Roma 09/10/2012 M.Causi
Governance urbana e nuovo ciclo politico a Roma
(economia)
Il progetto di governo per Roma nel 2013 da parte del centrosinistra non potrà limitarsi a riproporre quanto percorso durante il ciclo 1993-2008. Siamo in un nuovo ciclo politico, per non parlare di quello economico. Molti problemi strutturali da affrontare, però, sono sempre uguali. E non si dovranno fare sconti al centrodestra per i vistosi passi indietro degli ultimi quattro anni.
Grande come una casa, ora come allora, resta il problema della governance urbana. Inadeguata in tutte le grandi aree urbane italiane, a Roma lo è ancora di più. In Italia non si sono sviluppati strumenti di governo degli agglomerati urbani di area vasta per responsabilità principale delle Regioni. [...]
Roma 18/09/2012 M.Causi
DECRETO SVILUPPO CRESCE DA 70 A 103 ARTICOLI: ANCORA NON BASTA MA È UN SEGNALE
(economia)
Il decreto sviluppo (83/2012) è stato convertito in legge (134/2012) con numerose modifiche: da 70 articoli si è passati, nel corso dell´esame parlamentare, a 103. Non credo che ciò sarà sufficiente a superare le critiche che il decreto aveva ricevuto (vedi Anna Giunta su www.nelmerito.com del 22 giugno ). Tuttavia quelle critiche non sono state inefficaci, sono stati introdotti infatti numerosi interventi aggiuntivi.
Alcune modifiche riguardano le piccole imprese. Primo, la possibilità di contabilizzare l´Iva "per cassa" viene estesa alle operazioni effettuate da soggetti passivi con volume d´affari fino a due milioni di euro, in luogo dell´attuale soglia di duecentomila euro: un sostanziale ampliamento di platea.
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Roma 25/07/2012 M.Causi
Decreto sulle misure urgenti per la crescita del paese
(economia)
Dichiarazione di voto per la fiducia al Governo
Marco Causi, Montecitorio, 25 luglio 2012
Nel dichiarare il voto di fiducia del gruppo del Partito Democratico sul "decreto sviluppo", il pensiero non può che andare alle condizioni di instabilità macro-finanziaria che attraversano l´Europa.
Si capisce bene che l´Europa è a un bivio storico. O prevale al suo interno un gioco a somma positiva, con l´applicazione delle misure stabilite nei vertici del 28 e 29 giugno, l´avvio dei cantieri dell´unione bancaria, di quella fiscale e, in prospettiva, dell´unione politica, la messa in campo, se necessario, di strumenti temporanei ed eccezionali per ripristinare il normale funzionamento della politica monetaria. Oppure c´è il rischio per tutti di perdere qualcosa.
Un rischio non limitato ai soli paesi ad alto indebitamento bancario, come la Spagna, oppure pubblico, come l´Italia. Tutti perderebbero se dovessero prevalere soluzioni non cooperative, non solidali, di ripiegamento nazionalistico [...]
Roma 23/07/2012 M:CAUSI
Le soddisfazioni di un referendario pragmatico
(finanza pubblica)
La sentenza della Corte Costituzionale che boccia la riforma dei servizi pubblici locali, introdotta dal governo Berlusconi in uno dei decreti anti-crisi, dice una cosa molto semplice: che non si possono emanare leggi contenenti norme uguali a quelle abrogate da un referendum. Una questione, insomma, di elementare democrazia.
In quella legge (articolo 4 del decreto 138 del 2011, approvato con il voto contrario del PD e delle altre forze di opposizione al governo Berlusconi) veniva riproposto un dispositivo, originariamente introdotto nel decreto cosiddetto Ronchi, la cui aberrazione è stata uno degli elementi che hanno portato il PD ad appoggiare i referendum: una sorta di corsia preferenziale per le privatizzazioni in alternativa alle liberalizzazioni. [...]
Roma 20/06/2012 M.Causi
Acea: la battaglia del PD contro la delibera 32 di Alemanno non è estremistica né strumentale
(finanza pubblica)
Alcuni rimproverano il PD e il centrosinistra di condurre su Acea una battaglia strumentale, con il solo obiettivo di mettere in difficoltà il Sindaco (vedi ad esempio Sergio Rizzo sul Corriere della Sera dell´8 giugno). Vorrei provare a convincerli che così non è, e che non si tratta neppure di una battaglia estremistica, ma molto pragmatica e preoccupata per le sorti di un importante "bene comune" della città.
Sgombriamo il campo dal fatto che sia obbligatorio vendere le azioni Acea: non lo è, e avere battuto il tasto del "vincolo normativo" per tante settimane da parte del Sindaco ha avvelenato il clima, perché la prima cosa che ci si aspetta da rappresentanti delle istituzioni è che dicano la verità e non si nascondano dietro bugie, destinate peraltro a cadere quando il Governo risponde ad una semplice interrogazione parlamentare.
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