Roma, 14 Dicembre 2019  
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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



24/06/2009 M.Causi
Perché il Partito Democratico dovrebbe sostenere la delibera di riordino delle aziende che Castiglione lascia in eredità a Leo.
Da quel poco che si riesce a intuire dietro la cortina fumogena dei comunicati ufficiali, la "mini-crisi" della Giunta Alemanno, con la sostituzione del responsabile del bilancio, trae origine dalle politiche in materia di aziende partecipate dal Comune. L´assessore uscente aveva già avviato una concertazione con la parti sociali su una delibera di riordino, il cui iter però sembra molto complicato sul piano politico, così come sembra più difficile del previsto l´attuazione di delibere già approvate. Mi riferisco alla riforma delle aziende di trasporto la quale, con un meccanismo esattamente uguale a quello previsto dall´analoga delibera già predisposta all´inizio del 2008 dalla precedente Giunta, prevede la sostituzione dei consigli di amministrazione di Trambus e Metro con amministratori unici di profilo tecnico.
Nella nuova delibera di riordino si propongono meccanismi più stringenti per l´indirizzo e il controllo delle aziende "in house", facendo un passo avanti rispetto alle regole, già rigide, introdotte con la riforma degli statuti del 2005; si dà attuazione a norme nazionali, prodotte anche dal centro-sinistra nella precedente legislatura, come ad esempio quella della dismissione delle partecipazioni in settori di attività che non hanno connessioni con le attività istituzionali del Comune; si propone qualche ulteriore razionalizzazione societaria.
Può darsi che l´assessore uscente, per via del suo profilo tecnico, non se la sia sentita di affrontare le lungaggini politiche e consiliari che generalmente si accompagnano a interventi di questo tipo. Può darsi che il nuovo assessore potrà esercitare più pienamente un ruolo politico. C´è da augurarselo, soprattutto per lui: un assessore al bilancio del Comune di Roma che non riesce ad avere "presa" sulle aziende rischia di non controllare neppure il bilancio.
E tuttavia, il punto non mi sembra questo. Il punto è la tenuta del Sindaco e della sua maggioranza su una linea di riforme e di rigore. Riforme e rigore, tra l´altro, che hanno origine anche da provvedimenti varati dalla precedente legislatura, come la "Bersani" e le Finanziarie 2007 e 2008.
Tutti sanno che l´intera opposizione, e il Partito Democratico, hanno duramente criticato e contestato le politiche di bilancio adottate dalla Giunta Alemanno, la strumentalizzazione delle difficoltà finanziarie per ottenere risorse straordinarie dal Governo, il piano di rientro, eccetera. E che altrettanto duramente sono state criticate le scelte sbagliate di Alemanno sulle strategie industriali e sulla governance di Acea.
Io credo invece che il giudizio sulla delibera di riordino societario che Castiglione lascia in eredità a Leo debba essere positivo. E che l´opposizione, e il Partito Democratico in testa, debba incalzare Sindaco, Giunta e maggioranza capitolina per l´approvazione definitiva di questa delibera, fatte salve quelle modifiche di qualità che possono sempre emergere durante la discussione consiliare: "stringere" le aziende "in house", applicare le norme nazionali e procedere a ulteriori razionalizzazioni sulla falsariga di quella compiuta per il trasporto pubblico sono tutte linee condivisibili. Che marcano anzi, al contrario di quanto accaduto sul bilancio e su Acea, una continuità con gli indirizzi e le azioni della precedente amministrazione, che aveva già intrapreso un lavoro simile, come si può facilmente verificare andando a leggere il DPF approvato dal Consiglio Comunale nel settembre del 2007.
 

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