Roma, 19 Gennaio 2018  
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Marco Causi
Professore di Economia politica, Facoltà di Economia "Federico Caffè", Università Roma Tre
Deputato dal 2008, rieletto nel febbraio 2013
 
Una bussola virtuale dell´economia reale
Questo sito è a disposizione di chi voglia affrontare i temi del nostro tempo, con la curiosità per il mondo
 
La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



17/12/2008 M.Causi
Le risorse del fondo Fas utilizzate nel mezzogiorno sono molto inferiori a quelli utilizzati in Germania e Spagna.
Siamo di fronte ad un caso lampante di difficoltà di gestione e di adeguatezza delle regole con cui si regge il nostro sistema amministrativo. Effettivamente alcuni prezzi internazionali sono molto aumentati durante il 2008, ma già negli ultimi mesi dello stesso 2008 quei prezzi internazionali sono diminuiti e, anzi, per effetto della crisi internazionale una delle preoccupazioni è quella di essere entrati in una fase deflattiva. Ricordo che il prezzo del petrolio è molto diminuito e la riduzione della domanda di una serie di beni sta comportando la riduzione dei prezzi. In ogni caso, affrontiamo il tema di evitare che le nostre amministrazioni possano essere coinvolte in una grande quantità di contenziosi per l´adeguamento dei prezzi, che possono bloccare i cantieri in corso delle opere infrastrutturali.
Da tale considerazione nasce, però, il secondo tema di questo ordine del giorno. Infatti, andiamo a finanziare il Fondo predisposto per aiutare le amministrazioni a venire incontro all´adeguamento dei prezzi con risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate (il FAS).
Sappiamo tutti (sia la maggioranza, sia l´opposizione) che esiste un´insoddisfazione per l´efficacia delle politiche di sviluppo territoriale a sostegno del Mezzogiorno fatte negli ultimi quindici anni. Tuttavia, questa sensazione di inefficacia rimane nella superficie. Non l´abbiamo mai indagata in modo serio e non abbiamo fatto un´analisi approfondita del perché vi sia stata un´inefficacia delle politiche di sviluppo territoriale in Italia.
Se la facessimo, ci accorgeremmo di tre aspetti: in primo luogo, che la quantità di risorse investite in queste politiche è stata molto inferiore di quanto è avvenuto ad esempio in Germania o in Spagna; in secondo luogo, che non c´è stato mai un adeguamento dei finanziamenti ordinari per il Mezzogiorno; in terzo luogo, che non è vero che tutte le politiche per il Mezzogiorno non hanno funzionato, perché alcune tipologie di politiche hanno funzionato più di quanto impressioni superficiali e poco informate ritengano.
Di fronte a questa insoddisfazione, invece di fare un´analisi seria di cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato, il Governo da sei mesi ci propone la risposta più assurda possibile, cioè sostanzialmente quella di azzerare il FAS, di decurtarlo e di dirottare costantemente i fondi del FAS su altre finalità, non garantendo così più il vincolo 85-15 fra centro-nord e sud e non garantendo neppure, con questa norma, l´obiettivo di qualificare la spesa. Infatti, queste risorse erano state originariamente stanziate per investimenti e non per fare altro, come ad esempio progettazione o collaudi. Con questo ordine del giorno chiediamo che l´utilizzo del nuovo fondo predisposto presso il Ministero delle attività produttive sia utilizzato unicamente per investimenti.
Infine,  la risposta di decurtare costantemente il FAS, motivandolo con il fatto che siamo insoddisfatti di come queste politiche sono state fatte negli ultimi quindici anni è assurda. Ciò significa abbandonare il Mezzogiorno ed il compito di una buona politica non consiste nell´evitare i problemi, ma invece nell´analizzarli in modo serio, nel verificare perché alcune cose hanno funzionato ed altre no e, quindi, riorientare, per esempio, i 110 miliardi di euro disponibili da qui al 2013, comprensivi dei fondi comunitari, verso pacchetti di intervento efficaci e monitorabili, imparando anche dalle esperienze, ma non certamente abbandonando il Mezzogiorno al suo destino, soprattutto in una fase di crisi economica europea ed internazionale così grave.
 



 
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M.Causi

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