Roma, 08 Dicembre 2019  
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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



17/01/2011 M.Causi
I Sindaci e il debito.
Alemanno insiste a lamentarsi: la sua tesi è che non ha combinato nulla in quasi tre anni per colpa del debito ereditato dal passato. Ma i romani ormai hanno capito che c´è qualcosa che non va in questo teorema: se davvero la situazione finanziaria del Comune era così disastrosa, come mai si sono trovati 70 milioni di euro per procedere a duemila nuove assunzioni in Atac e Ama?
Anche Rutelli aveva ereditato un ingente debito (più di tre miliardi di euro nel 1993), così come Veltroni (più di sei miliardi nel 2001). Un´eredità storica, legata ai contenziosi urbanistici − alcuni dei quali risalenti fino alle Olimpiadi del 1960 − e al trasporto pubblico locale, da sempre sottofinanziato a Roma e nel Lazio al confronto con le altre Regioni.
La differenza è che Rutelli e Veltroni si sono rimboccati le maniche e hanno gestito il Comune in modo attivo e responsabile, pur disponendo di soli strumenti ordinari. E non sono indietreggiati di fronte all´obiettivo di far crescere la città, ad esempio predisponendo l´intero piano finanziario per i cantieri aperti delle linee B1 e C e attivando apposte linee di credito per coprirne i pagamenti fino al 2015. Una voce, questa, che l´ineffabile Alemanno ha inserito fra i "debiti pregressi": in effetti si tratta di due "buchi", uno fra San Giovanni e Tor Vergata, l´altro da Piazza Bologna a Piazzale Jonio, gli unici veri buchi che le amministrazioni di centrosinistra hanno lasciato in eredità.
Alemanno invece, pur avendo ottenuto alcune norme di legge speciali per il rientro del debito, si è rivelato incapace di una gestione sana e responsabile. Vedi il caso delle aziende comunali, dove le nomine stabilite dal Sindaco non brillano per competenza e professionalità, come si è ben visto con il caso delle assunzioni "facili". Vedi il caso del ciclo dei rifiuti, dove siamo ancora fermi alle decisioni impiantistiche prese fra il 2006 e il 2007, che hanno finora evitato a Roma l´emergenza, ma che vanno completate.
E vedi il caso dello stesso debito comunale, dove Alemanno ha potuto beneficiare di ben sei norme speciali (art. 78 del DL 112/2008, art. 5 del DL 154/2008, art. 2 della legge 191/2009, art. 4 del DL 2/2010, art. 14 del DL 78/2010, art. 1 della legge 220/2010), e ciò nonostante non ha ancora chiuso il famigerato piano di rientro. Ha anzi bisogno di nuove norme, contenute nella legge milleproroghe oggi in discussione in Parlamento, necessarie per prorogare tutti gli adempimenti previsti dalle precedenti e per coprire l´inerzia della sua amministrazione, in particolare nella realizzazione del piano di dismissioni immobiliari
 

 
Causi (Pd): Dopo abbassamento rating Alemanno non ha più scuse

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