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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



23/05/2016 M.Causi
La sinistra e il Campidoglio

Stefano Fassina afferma che "le distanze programmatiche con il PD sono enormi" e "non ci sono le condizioni per una convergenza programmatica" con Giachetti al secondo turno delle elezioni romane. Non è una posizione credibile, e lo dimostrerò nelle prossime righe. O Fassina aspetta un accordo sugli assetti di potere − nulla di male, anche se sa un po´ di "vecchia politica". Oppure Fassina usa le elezioni romane per un regolamento dei conti fra le "due sinistre": di Roma non gli importa niente, ed è smanioso di aggiungere il suo nome alla lunga lista di eroi del tafazzismo di sinistra. Come la sinistra dell´SPD che, uscendo dal partito, consegnò nel 2006 la Germania alla Merkel e alle grandi coalizioni, facendo cadere un governo rosso-verde che aveva realizzato le riforme grazie a cui, negli anni successivi, la Germania cessò di essere il malato d´Europa e ne divenne la macchina meglio funzionante. Gli elettori e le elettrici di sinistra a Roma faranno bene a ricordarsene, soprattutto al secondo turno.

Non è credibile infatti che siano le distanze programmatiche a impedire un accordo fra centrosinistra e sinistra per il governo del Campidoglio. Accordo che c´è stato per quasi tutti i quindici anni di governi Rutelli e Veltroni, e di nuovo per 26 dei 29 mesi  della passata consiliatura. Accordo che c´è − e funziona bene − nella Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti.

Basta dare un´occhiata ai programmi. C´è convergenza sulla "cura del ferro" e sulla mobilità sostenibile (preferenziale, ciclabili, ecc.). Non potrebbe essere altrimenti: la "cura del ferro" è nel DNA di tutte le componenti della sinistra romana da trent´anni, ed è la vera leva per cambiare volto alla città e alla qualità della vita dei cittadini. Sull´urbanistica Giachetti dice: "non consumare più suolo nell´Agro Romano, stabilizzare la superficie urbanizzata, sostenere ristrutturazioni, ricostruzioni, densificazioni e riuso dell´esistente, incentivare la riqualificazione energetica degli edifici e promuovere la bioedilizia". Parole simili le scrive anche Fassina. Il quale, nei giudizi un po´ sprezzanti e liquidatori sul passato dimentica il peso dell´enorme contenzioso urbanistico − una delle componenti, tra l´altro, delle difficoltà del bilancio capitolino.

C´è convergenza sul potenziamento del ruolo dei Municipi, sugli obiettivi di aumento della differenziata, sulle strategie per la ricontrattazione del debito storico, sulla strategia anticorruzione. Francamente, si fatica a vedere da dove nascano queste insanabili divergenze. Forse l´unica distanza è sul progetto olimpico: ma si tratta di un progetto che va ancora costruito, e che può con tutta serenità trovare punti di caduta sostenibili, anche con il contributo della sinistra-sinistra. La quale, se davvero vuole avere efficacia nella città e per la città, lo può fare molto di più e meglio da postazioni di governo che non dall´Aventino.

E allora ecco il dubbio che sorge prepotente: non si vuole l´accordo perché Fassina carica la competizione capitolina di significati politici nazionali. Preferisce consegnare Roma all´inettitudine populistica dei 5S o alla destra (visti i numeri, a quella più estrema), piuttosto che rimboccarsi le maniche per il bene della città. In questo ribalta un´impostazione storica, prima di Rifondazione e poi di SEL, a livello locale, di cui è testimonianza il governo regionale. Penso che SEL-SI debba cambiare idea. E spero che siano i suoi elettori a fargliela cambiare, e comunque, in assenza di ripensamento, a non rispettare le indicazioni tafazziste e autolesioniste del loro candidato.

L´Unità, 24 maggio 2016

 

 



 
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