Roma, 18 Ottobre 2017  
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Marco Causi
Professore di Economia politica, Facoltà di Economia "Federico Caffè", Università Roma Tre
Deputato dal 2008, rieletto nel febbraio 2013
 
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La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



01/04/2016 M.Causi
Il tesoretto fiscale delle quattro banche che potrebbe salvare i risparmiatori

Gianluca Paolucci, in un articolo uscito oggi, primo aprile, su La Stampa, chiarisce bene la questione dei crediti fiscali derivanti dalla svalutazione dei crediti bancari (nome in codice: DTA) attribuibili alle quattro banche su cui è stata attivata la procedura di risoluzione, oggetto di un mio emendamento al decreto BCC, ritirato su richiesta del Governo. Le norme sulla risoluzione nel decreto del novembre 2015 non chiariscono quale sarà la sorte di questi crediti fiscali. Si tratta di circa 700 milioni, per i quali le bad bank sono incapienti e che non sono stati trasferiti alle new bank, anche se di queste risorse sembra si sia tenuto conto nella costruzione dei quadri contabili delle new bank ai fini della loro valutazione per la successiva vendita. Il Governo mi ha chiesto il ritiro dell´emendamento perchè vuole risolvere la questione insieme a quella dei rimborsi agli obbligazionisti "inconsapevoli". La questione però esiste, e volerla chiarire non implica "fare un regalo alle new bank" a danno dei risparmiatori che hanno visto azzerato il valore delle obbligazioni subordinate delle banche in risoluzione, come qualcuno ha pensato di fronte al mio emendamento. Il vincitore, in realtà, potrebbe essere il fisco: dato che queste DTA, finchè restano nelle bad bank, non sono utilizzabili, esse alla fine potrebbero restare in mano all´erario, riducendo il valore della vendita delle new bank a danno di chi ha messo i soldi nel fondo di risoluzione (il sistema bancario). Fare emergere il problema e trovare una soluzione potrebbe anche permettere di congegnare qualche meccanismo per aumentare il fondo dei ristori agli obbligazionisti, che oggi è previsto a 100 milioni. Si consideri che le obbligazioni retail azzerate sono meno di 300 milioni. Clicca sotto per leggere l´articolo di Paolucci.

 



 
Clicca qui per l´articolo di Gianluca Paolucci

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