Roma, 21 Ottobre 2021  
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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



01/12/2015 M.Causi
Roma:salario;Causi,ammissibili emendamenti, stop anomalia

(ANSA) - ROMA, 01 DIC - "Gli emendamenti a mia prima firma che sistemano questione del salario accessorio dei dipendenti capitolini sono stati dichiarati ammissibili sulla legge di stabilita´ in discussione in questi giorni. Da un lato ringrazio il presidente della commissione bilancio Boccia che non li ha fatti cadere sotto la tagliola dell´inammissibilita´, dall´altro invito fortemente il Governo a voler dare parere favorevole su queste norme". Lo annuncia il parlamentare dem ed ex assessore al bilancio di Roma Marco Causi.

"E´´ importante ricordare ai non romani o a tutti coloro che non conoscono vicenda - sottolinea - che non si tratta di un privilegio particolare a vantaggio dei dipendenti del Comune di Roma, ma al contrario del modo di risolvere una anomalia che nel corso degli anni si era creata nella struttura retributiva del Campidoglio e che e´ stata severamente criticata piu´ volte della Corte dei Conti e dagli ispettori del Mef. Con questi emendamenti quindi si supera una distorsione e si riporta il Comune di Roma in linea con gli altri comuni italiani". (ANSA) 

Così Paolo Boccacci su Repubblica il 2 dicembre:

la Repubblica ed. Roma

 sezione: CRONACA data: 2/12/2015 - pag: 6

"Governo, sì al salario accessorio così un Giubileo senza scioperi"

PAOLO BOCCACCI 

DUE emendamenti alla legge di Stabilità, firmati dall´ex vicesindaco Marco Causi e dal commissario del Pd romano Orfini, sono stati dichiarati ammissibili dalla commissione Bilancio della Camera. L´obiettivo? Superare lo scoglio della battaglia sul salario accessorio che divampa ormai da anni in Campidoglio e che rischia di essere una vera e propria mina soprattutto durante il periodo del Giubileo.

E per capire l´importanza dell´impatto sui dipendenti del Comune basta pensare che a Roma questa voce dello stipendio arriva a 6.200 euro l´anno per ognuno. Una cifra simile, euro in più euro in meno, a quella di altre grandi città come Milano, Torino, e Genova. Ma con un particolare: la parte variabile del salario accessorio è molto alta rispetto a quella stabile. Così bisogna riequilibrare il meccanismo.

E a questo mirano due dei tre emendamenti. «Al fine di garantire la piena funzionalità dell´organizzazione amministrativa » recita il primo, il 128 bis «anche con riguardo alla sicurezza e al presidio del territorio comunale in occasione del Giubileo della Misericordia, il fondo per la retribuzione accessoria del personale di Roma Capitale è costituito appostando come risorse stabili risorse variabili già destinate al fondo per il salario accessorio e stabilmente nelle disponibilità finanziarie dell´ente, comunque senza incrementi dell´entità complessiva del fondo».

Ed ecco il secondo, il 128 bis: «Considerato il grande evento del Giubileo per il periodo dal 1° settembre 2015 al 1° settembre 2016, nell´ambito delle risorse di bilancio dell´Ente e senza maggiori oneri per la finanza pubblica, non si applicano per le sole spese di personale assunto con forme di contratto a tempo determinato, che sono strettamente necessarie allo svolgimento del Giubileo, i limiti di cui all´articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n, 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni». Mentre un terzo emendamento prevede la possibilità di assumerere altro personale durante l´Anno della Misericordia.

«Ora invito fortemente il governo » afferma Causi «a voler dare parere favorevole su queste norme. È importante ricordare ai non romani o a tutti coloro che non conoscono la vicenda che non si tratta di un privilegio particolare a vantaggio dei dipendenti del Comune di Roma, ma al contrario del modo di risolvere una anomalia che nel corso degli anni si era creata nella struttura retributiva del Campidoglio e che è stata severamente criticata più volte della Corte dei Conti e dagli ispettori del Mef. Con questi emendamenti quindi si supera una distorsione e si riporta il Comune di Roma in linea con gli altri grandi comuni italiani».

 

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