Roma, 12 Dicembre 2019  
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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



26/03/2015 M.Causi
Audizione di Mario Draghi a Montecitorio


Intervento nell´ambito dell´audizione di Mario Draghi a Montecitorio

Saluto il Presidente Draghi a nome del gruppo del PD e lo ringrazio. Penso sia opportuno esprimere un senso di orgoglio per il fatto che sia un nostro concittadino, un italiano, a ricoprire in questa fase storica un ruolo così importante. Importante non solo in sé, visti gli ampi poteri della BCE, ma soprattutto perché si tratta della più importante istituzione propriamente federale dell´Unione Europea. Un´istituzione che sta compiendo un lavoro cruciale non solo per contrastare la crisi ma anche per costruire consenso intorno a politiche comuni, superando ostacoli di grande rilevanza che nascono, nei diversi paesi membri, dalle differenze di storia, culture, costituzioni formali e materiali, radicati punti di vista delle pubbliche opinioni. Noi vorremmo, in un futuro che speriamo prossimo, vedere all´opera altre istituzioni propriamente federali, in un processo sempre più intenso di integrazione delle politiche pubbliche nell´area euro e nell´intera Unione. Per non lasciare sola la politica monetaria, che è condizione necessaria ma non sufficiente affinché l´Europa compia passi avanti nella sua incompiuta costruzione politica e istituzionale e possa perseguire obiettivi economici e sociali più ambiziosi.

Proseguo con alcune domande.

Alcuni temono che possa nascere una contraddizione fra QE e nuove strette sui requisiti prudenziali per le banche. Il vice direttore della Banca d´Italia, Fabio Panetta, ha affermato: "In questa fase − di ripresa ancorché modesta - un ulteriore inasprimento dei requisiti di capitale e di liquidità per le banche rischierebbe di frenare l´offerta di credito, allontanando la ripresa economica…l´attività di supervisione microprudenziale deve confrontarsi con le esigenze di carattere macro-prudenziale…coniugando le esigenze della stabilità delle banche con quelle della ripresa produttiva". Qual´è l´opinione del Presidente su questa esigenza di coordinamento fra politica monetaria e vigilanza prudenziale?

Alcuni ritengono che le normative europee di supervisione bancaria non siano soddisfacenti in tema di valutazione della rischiosità dei titoli sovrani e in tema di valutazione degli strumenti finanziari di carattere più tipicamente speculativo. Ciò determina, secondo questo punto di vista, che in questa sede parlamentare è stato ricordato dal Governatore Visco, asimmetrie e svantaggi che colpiscono in particolare paesi, come l´Italia, in cui il debito pubblico è alto e la tradizione dell´industria bancaria è quella delle banche commerciali piuttosto che di investimento.  Cosa ne pensa il Presidente? E´ possibile pensare ad una revisione di alcune di queste norme, sempre con l´obiettivo di rendere al massimo efficace la trasmissione del QE all´economia reale?

Uno degli effetti dei nuovi sistemi di regolazione è la riduzione del "banco-centrismo" nel finanziamento dell´economia. Si tratta di un impatto di particolare rilievo e problematicità in Italia, per le tradizioni storiche dei rapporti banca-impresa nel nostro paese. Attraverso quali canali e predisponendo quali strumenti il QE può esercitare effetti positivi sui flussi di finanziamento non bancario alle imprese? E, in parallelo, come può la politica monetaria aiutare il Piano Junker?

E poi, quanto contano nelle difficoltà europee gli squilibri macroeconomici, come l´eccesso di surplus di parte corrente tedesco,  accanto a quelli sempre citati di tipo finanziario? E che valutazione dà la BCE della riforma delle Banche Popolari?

Infine, il QE nasce da una valutazione ampiamente condivisa dei rischi connessi ad uno scenario deflazionistico. Alcune variabili però possono iniziare a muoversi in senso opposto. Quali valutazioni ha la BCE nel suo orizzonte di previsione circa l´andamento del prezzo del petrolio e la trasmissione sui prezzi interni della svalutazione del cambio?

 

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