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Marco Causi
Professore di Economia politica, Facoltà di Economia "Federico Caffè", Università Roma Tre
Deputato dal 2008, rieletto nel febbraio 2013
 
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La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



26/09/2014 M.Causi
Nuove regole comunitarie per l´IVA sul commercio elettronico

Il Sole 24 Ore 25 SETTEMBRE 2014

 Dal Parlamento. L´Economia: il ębusiness-to-businessĽ è riconducibile alle prestazioni dell´articolo 7 ter del Dpr 633/1972

Obbligo di fattura nel B2B online

Verso l´esenzione le operazioni effettuate nei confronti di soggetti privati

Massimo Sirri
Riccardo Zavatta


Nessun esonero dall´obbligo di emissione della fattura per i servizi elettronici nei rapporti B2B, i quali sono riconducibili a prestazioni ex articolo 7 ter del Dpr n. 633/1972.
È questa la precisazione fornita ieri dal viceministro dell´Economia Luigi Casero al question time presentato dal deputato Pd Marco Causi.
La risposta sembrerebbe, tuttavia, lasciare aperto qualche spiraglio per le operazioni effettuate nei confronti di soggetti privati.
Secondo le indicazioni ministeriali, infatti, è ancora in via di definizione lo schema di decreto legislativo di recepimento delle nuove regole di territorialità per il commercio elettronico diretto di cui alla direttiva n. 2008/8/CE che entreranno in vigore dal primo gennaio 2015 (il cosiddetto Mini One Stop Shop - acronimo Moss).
Potrebbe dunque essere ragionevole ritenere che il legislatore nazionale decida d´includere le operazioni della specie nell´ambito di quelle esentate dall´obbligo di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, al pari di quanto già previsto per l´e- commerce indiretto (le cui operazioni sono considerate cessioni di beni), in virtù delle disposizioni di cui all´articolo 22 del Dpr n. 633/1972 e all´articolo 2, lettera oo), del Dpr n. 696/1996.
Una tale scelta sarebbe in linea con le raccomandazioni della Commissione europea. Questa, infatti, ha invitato gli Stati membri a disporre l´esonero dall´obbligo di fatturazione per le prestazioni di servizi del commercio elettronico diretto rientranti nell´ambito applicativo del nuovo sistema di tassazione denominato "mini sportello unico".
In base alle nuove regole di rilevanza territoriale, infatti, le prestazioni della specie rese da soggetti passivi comunitari (il regime è già in vigore per i prestatori extracomunitari) nei confronti di persone che non siano soggetti passivi Iva, stabilite, domiciliate o residenti all´interno dell´Unione europea, saranno territorialmente rilevanti nello Stato del destinatario del servizio a decorrere dal primo gennaio prossimo.
Conseguentemente, da tale data tutti gli operatori del settore avrebbero dovuto identificarsi ai fini dell´imposta in ognuno dei singoli Stati membri comunitari in cui tali servizi sono prestati, con evidente moltiplicazione degli adempimenti e appesantimento degli oneri amministrativi e contabili.
Per ovviare al problema, il regolamento Ue n. 967/2012 ha introdotto il sistema d´identificazione unica (one stop shop, appunto), secondo cui l´operatore evita di registrarsi ai fini Iva nei vari Stati in cui esercita l´attività rilevante, potendo assolvere l´obbligo di versare l´imposta dello Stato del committente privato comunitario direttamente nel Paese nel quale è stabilito, mediante un portale appositamente dedicato messo a disposizione dalla propria amministrazione fiscale.
Si tratta di una semplificazione di sicuro rilievo, che, tuttavia, rischia di essere almeno in parte neutralizzata dalla previsione per cui, in ogni caso, occorre seguire non solo le regole sostanziali dello Stato del committente, ma anche quelle relative alla fatturazione. È per tale motivo, dunque, che l´esonero dall´obbligo di emissione della fattura risulta particolarmente sentito, come dimostra l´attenzione degli organi comunitari.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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