Roma, 01 Giugno 2020  
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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



21/05/2013 M.Causi
ROMA: CAUSI (PD), M5S ABBANDONI FANTASMA DERIVATI DEL COMUNE
Roma, 21 mag. (Adnkronos) - "ll Movimento Cinque Stelle, che forse fa fatica a confrontarsi con temi complessi di governo, a livello nazionale cosi´ come a livello di una grande area metropolitana come Roma, continua a inseguire il fantasma dei derivati del Comune di Roma. E´ bene allora, una volta ancora, restituire all´opinione pubblica un´informazione corretta". Lo ha detto Marco Causi, deputato del Partito Democratico. "Quando un Comune finanzia i propri investimenti emettendo titoli a tasso fisso (come i BTP dello Stato) - afferma Causi - e´ obbligatorio per legge (ripeto e sottolineo: obbligatorio per legge) dotarsi di una copertura assicurativa sulle oscillazioni dei tassi tramite contratti derivati di swap. Lo sanno anche le famiglie, quando devono decidere se contrarre un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile. "Quei contratti, - aggiunge Causi - quindi, furono stipulati a partire dal 2003 per obbligo di legge, furono scritti seguendo riga per riga le procedure e modalita´ che il ministero dell´Economia adotta per gli swap sul debito pubblico statale (che ammontano a piu´ di 300 miliardi), fino all´aprile del 2008 furono monitorati con il massimo di professionalita´, con gli stessi metodi adottati dal Tesoro della Repubblica".
"Su quei contratti - prosegue Causi - il Comune ha guadagnato e non e´ emerso su quei contratti nessun elemento avente rilevanza in sede penale. Nel corso del 2008, con la separazione fra gestione ordinaria e gestione straordinaria del bilancio del Comune, quei contratti, insieme con i titoli a cui erano collegati, passarono alla gestione straordinaria, la quale ne ha chiusi alcuni nel novembre del 2011, forse non nelle migliori condizioni, contrattuali e di mercato". "Non e´ quindi alle gestioni amministrative del Comune, ne´ quella passata ne´ a quella presente, - conclude Causi - che va chiesta rendicontazione, ma semmai al Commissario straordinario, cosi´ come si e´ piu´ volte fatto negli anni passati con atti parlamentari". 

 

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