Roma, 19 Gennaio 2019  
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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



19/03/2011 Giornale di Siracusa
L´assessore regionale Armao al convegno dibattito organizzato dal Pd
Siracusa - Il contesto di recessione e la divergenza infrastrutturale non consentono di attuare una riforma federale senza adottare costosi correttivi. Secondo la Regione Sicilia, ammontano a oltre dieci milioni di euro i finanziamenti necessari per realizzare il progetto federale nel rispetto dello statuto regionale. Il Sud è stato dimenticato, ma l´intervento del Presidente Giorgio Napolitano lo ha riproposto come la nuova questione meridionale sulla quale fortificare l´unità d´Italia.
Politici ed economisti hanno risposto all´appello del Pd di Siracusa partecipando stamattina al convegno "Sud dimenticato, federalismo e piano per il sud" che si è svolto nei saloni dell´Open Land di Siracusa. Presente l´assessore regionale all´economia, Gaetano Armao, che ha offerto spunti e riflessioni sullo stato di avanzamento della riforma. Tra i relatori Maurizio Caserta del Dipartimento di economia e metodi quantitativi dell´università di Catania, il vice presidente della commissione per l´attuazione del federalismo fiscale, Marco Causi, il segretario regionale Pd, Giuseppe Lupo e il segretario provinciale, Giovanni Cafeo.
Armao, nel suo intervento, ha più volte richiamato il discorso tenuto dal Capo dello Stato per il 150° anniversario dell´unità nazionale e della centralità della questione Sud nel dibattito politico. "I nostri concittadini - ha detto - hanno una scarsa percezione di quale sia il baratro verso il quale stavamo per finire. Siamo stati svenduti al negoziato con la Lega dai ministri siciliani che hanno approvato una proposta irricevibile e mortificante per la nostra Regione. Un fatto talmente grave da rendere necessario un ordine del giorno votato all´unanimità dall´assemblea regionale, con la condivisione cioè delle stesse forze politiche a cui appartengono i ministri, per chiedere al governo una rinegoziazione della riforma sul federalismo".
Un federalismo che può trovare coerenza se unisce, piuttosto che dividere. E, affermano gli studiosi intervenuti al dibattito, devono essere sfatati quei luoghi comuni che indicano la Sicilia come una terra improduttiva. Non c´è conferma di tali teorie negli studi di settore che registrano un divario di produttività rispetto alla media europea notevolmente più basso di quanto, viceversa, non lo siano i dati sui redditi procapite.
Ristrutturare il sistema statale attraverso la riallocazione delle competenze, da cui subordinatamente far dipendere gli aspetti fiscali, si può e ciò può rappresentare un fattore stimolante e di vera crescita per tutti. "Il piano per il sud - ha continuato l´assessore all‘economia - rappresenta la più grande bufala sulla perequazione infrastrutturale del meridione". Armao ha, infatti, spiegato che il progetto prevede la riduzione di risorse economiche già disponibili per il meridione a vantaggio di politiche pubbliche nazionali come l´informatizzazione delle prefetture e del processo civile.
Ostacolata da una forta frammentazione della politica regionale, la Sicilia sta comunque facendo sentire la sua voce e ha allo studio un´alleanza strategica con la Sardegna, realtà più coesa politicamente con la quale condivide gran parte delle specificità territoriali ed economiche altrove non replicabili. Fra tutti emerge il tema dell´insularità che comporta uno squilibrio nei costi tra gli abitanti delle isole e quelli della terraferma. A un gruppo di lavoro siculo-sardo è stato affidato il mandato di computare i costi dell´insularità per valutare quell´insieme di oneri sommersi che gli isolani conoscono bene e che percepiscono come una condizione di squilibrio verso il resto del Paese. E ancora l´argomento accise particolarmente sentito in una Regione, come la Sicilia, che raffina il 41% del prodotto petrolifero nazionale mentre un altro 20% viene lavorato in Sardegna. Non è possibile pretendere accise sul prodotto raffinato, ha detto l´assessore regionale all´economia, ma deve essere riconosciuto un sistema compensativo per le ricadute ambientali subite da queste regioni. Infine, l´Iva che andrebbe pagata nel luogo di effettivo consumo del prodotto e non nella sede del venditore.
"Il ministro Calderoli ha fatto sapere che non ci sono disponibilità economiche per soddisfare le aspettative dei siciliani - ha proseguito Armao - ma è importante essere riusciti ad ottenere l´esclusione della Sicilia dal complessivo progetto federale. Occorre lavorare per mantenere alta l´attenzione sulla centralità della nuova questione meridionale nello "strabismo" indicato dal Presidente Napolitano per guardare sia agli interessi meridionali, ma anche a mantenere i conti del sud in ordine spendendo e amministrando bene le risorse finanziarie, il territorio e l‘ambiente
http://www.giornaledisiracusa.it/notizie/politica/21435-dividere-costa-molto-piu-che-restare-uniti-nellitalia-di-oggi-il-federalismo-e-un-lusso.html 

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