Roma, 21 Ottobre 2021  
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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



21/03/2009 La Repubblica
Acea, dal governo stop ad Alemanno ´Con i francesi alleanza strategica´
21.03.2009 La Repubblica -IL GOVERNO sconfessa il sindaco Alemanno su Acea e riduce i margini di manovra del socio di minoranza, Francesco Gaetano Caltagirone, che da settimane spinge per mandare gambe all´ aria l´ accordo con Suez-Gaz de France. Secondo quanto riferito ieri alla Camera dal sottosegretario all´ Economia Nicola Cosentino in risposta all´ interpellanza del deputato democratico Marco Causi, non solo «la joint-venture è un´ opportunità di cooperazione industriale nel settore dei servizi pubblici locali» ma presenta «le caratteristiche di un´ alleanza strategica che pone le basi per uno sviluppo della rete, dando seguito a impegni già assunti a livello internazionale». Un messaggio chiaro. Utile a stoppare ogni spinta autarchica del Campidoglio e a ricondurre l´ operazione con i francesi nel solco della ben più complessa triangolazione stabilita con Eni, che cede a Suez-Gdf la rete romana del gas, da girare a sua volta ad Acea, con un preciso scambio di asset e partecipazioni. Una decisione che lo stesso sottosegretario definisce «di rilievo, anche considerato che la relativa concessione, in scadenza, dovrà a breve essere messa a gara dal Comune di Roma». Tant´ è che il dicastero guidato da Claudio Scajola «sta esaminando il regolamento applicativo» al fine di valutarne l´ estensione «alla distribuzione del gas». Una presa di posizione inevitabile anche alla luce dell´ ultimo scontro, consumato mercoledì scorso nella sede di piazzale Ostiense, quando il presidente di Gdf-Suez Energia Italia, Jean Francois Carriere, ha lanciato l´ aut aut finale ai vertici dell´ utility capitolina: «O entro aprile si fa l´ accordo,o andremo per la nostra strada». Tanto serio da spingere il premier Berlusconia intervenire in prima persona, incontrando - quello stesso pomeriggio - Caltagirone a Palazzo Grazioli. Allarmato, il Cavaliere, per le ricadute negative che la vicenda avrebbe potuto avere sui rapporti coni cugini d´ Oltralpe, partner nelle centrali nucleari e in alcune roccaforti della finanza italiana, da Generali a Mediobanca. Ecco perché le «considerazioni del ministero dello Sviluppo Economico» riportate ieri in Aula da Cosentino sono significative: dettano al Campidoglio la linea da cui è impossibile derogare. Una risposta che soddisfa, sebbene «solo in parte», i deputati del Pd. «Conferma ciò che sostenevamo» commenta Causi, «l´ importanza straordinaria della joint venture industriale tra Acea e Suez-Gdf». Parole, quelle del governo, che fanno risultare «ancor più grave e incomprensibile» una «eventuale scelta del Comune di Roma, azionista di maggioranza di Acea, verso la rottura». Anche perché «non ha ancora dimostrato l´ esistenzae la convenienza di strategie alternative». - GIOVANNA VITALE
 

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