Roma, 30 Maggio 2020  
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Marco Causi

Professore di Economia industriale e di Economia applicata, Dipartimento di Economia, Università degli Studi Roma Tre.
Deputato dal 2008 al 2018.

La soluzione più conveniente non è sempre quella liberistica del lasciar fare e del lasciar passare, potendo invece essere, caso per caso, di sorveglianza o diretto esercizio statale o comunale o altro ancora. Di fronte ai problemi concreti, l´economista non può essere mai né liberista né interventista, né socialista ad ogni costo.
Luigi Einaudi
 



15/06/2008 Apcom
Apc - Comune Roma/ La Verita´ di Causi: Cifre Nella Norma
 
Fabbisogno finanziario e debito non giustificano alcun allarme
 
Roma, 15 giu. (Apcom) - Il fabbisogno finanziario corrente del Comune di Roma dovrebbe aggirarsi su circa 160 milioni per quest`anno e salire a circa 360 milioni nel 2009. Parola di Marco Causi, ex assessore al Bilancio della giunta Veltroni, che spiega ad Apcom, cifre alla mano, l´inesistenza dell`allarme rosso evocato dal nuovo sindaco, Gianni Alemanno. A suo giudizio i conti di Roma possono trovare un equilibrio, senza alcun default, a patto la nuova Giunta si metta al lavoro. "Non si tratta di cifre eccezionali, sono la norma con cui chi ha governato la città si è dovuto confrontare per anni. Problemi affrontati con trasparenza e responsabilità. Gli assestamenti di bilancio infra-annuali a Roma cifrano, negli ultimi anni, fra 100 e 130 milioni. Quest`anno qualcosa in più per il caro-petrolio. Un costo che a Milano è coperto dalla Regione, a Roma il Comune deve sopperire alla carenza dei finanziamenti regionali per circa 200 milioni all`anno".
Oggi, aggiunge Causi c`è "un vincolo in più: i cantieri delle metropolitane e quelli delle opere legate all`emergenza traffico bloccano fondi per circa 1,3 miliardi. In parte, ciò è anche dipeso dalla velocità con cui, grazie ai poteri speciali conferiti al Sindaco nel dicembre 1996, sono stati approvati i progetti. L`emergenza traffico a Roma è una priorità, come i parcheggi e le nuove linee della metropolitana. E il Comune oggi farebbe bene a impegnarsi per raccogliere il massimo possibile di risorse proprie, in modo da ridurre il ricorso a ulteriore indebitamento. A meno che non voglia rimodulare, nel tempo e nei contenuti, il piano delle opere per l`emergenza traffico".
All`emergenza traffico non si affianca quella finanziaria. Il problema è legato alla "difficile quotidianità di un bilancio che si costruisce con il contenimento delle spese e una politica di manutenzione` delle entrate. Non si può fare una somma di tutte le necessità e accorgersi, allarmati, che sono superiori alle disponibilità. Da anni i comuni italiani hanno margini di manovra sempre più ristretti. La finanza comunale è legata a un tributo fisso, come l`Ici (che non varia con l`andamento dell`inflazione e quest`anno si è ridotta sensibilmente per la cancellazione dell`Ici sulla prima casa). I servizi che il Comune eroga evolvono in linea con il tasso d`inflazione. A Roma anche di più, essendo una città turistica che si è fortemente sviluppata negli ultimi anni, passando dal 23° al 6° posto nella classifica nazionale dei redditi pro-capite. Il distretto turistico romano produce imposte per l`erario statale per 1,5 miliardi, ma non un centesimo ritorna all`ente comunale. Le proposte di riforma si sono sprecate, ma nulla è stato fatto per eliminare questo elemento di squilibrio".
A ciò si aggiunga la storica sperequazione a svantaggio di Roma nei trasferimenti erariali (286 euro per abitante contro 321 a Milano) e nei trasferimenti regionali per il trasporto pubblico, la contrazione dei trasferimenti dallo Stato e dalla Regione, il fardello di uno stock di debito molto elevato (che risale agli anni `80 e `90). "L`amministrazione Veltroni ha ereditato uno stock di debito di 6,2 miliardi nel 2002, ribadisce Causi, e ha aumentato il debito fino a 6,7 miliardi nel 2007: un aumento inferiore a quello del debito pubblico nazionale. E interamente destinato a investimenti. E` questo il motivo per cui le entrate del Comune di Roma si sono evolute, negli ultimi quindici anni, per ´gradini´. In altre parole, in assenza di entrate ordinarie, gli amministratori, ogni due-tre anni, hanno trovato risorse aggiuntive per inseguire le spese. Oggi sembrano essersi create le condizioni per un nuovo gradino, da chiedere al Governo come anticipazione della futura riforma della finanza locale, che potrebbe restituire a Roma una maggiore autonomia finanziaria.
L`amministrazione comunale inoltre deve oggi fronteggiare nuovi fattori aggiuntivi di difficoltà. La crisi finanziaria della Regione Lazio e gli enormi ritardi con cui vengono trasferiti al Comune i contributi regionali. Il Campidoglio deve ricevere dalla Regione 1,7 miliardi, e ormai ha esaurito la sua disponibilità. A livello generale il rialzo dei tassi d`interesse colpisce il Comune come soggetto fortemente indebitato, mentre fra il 2002 e il 2006 la discesa dei tassi aveva creato consistenti vantaggi.
L`abolizione dell`Ici sulla prima casa toglie al Comune un gettito autonomo e direttamente riscosso di quasi 400 milioni, e annulla gli effetti positivi previsti nel bilancio 2008 dall`operazione di adeguamento delle rendite catastali scandalosamente basse, con una perdita potenziale di circa 30 milioni. Infine il piano investimenti in corso di attuazione, ingessato dai cantieri delle metropolitane e dalle opere per l`emergenza traffico.
Nonostante le nuove difficoltà, che esistono e non vanno disconosciute, le esigenze di incremento di spesa vanno assoggettate ad una valutazione molto attenta. Il Comune, infatti, è un ente di spesa e "la spesa richiesta è sempre ampiamente maggiore alle effettive risorse disponibili. Nessuna spesa per servizi essenziali è stata lasciata scoperta nel bilancio iniziale del 2008. Servono nuove operazioni, in buona parte già predisposte: si va dalla vendita degli alloggi popolari al recupero degli arretrati delle multe, per non parlare di nuove operazioni di valorizzazione o di privatizzazione. La situazione non è certo semplice ma se ne esce muovendosi su più fronti: servono un nuovo gradino nei fondi correnti e in conto capitale per le funzioni della Capitale, un aumento dello sforzo fiscale locale; l`acquisizione di risorse tramite alienazioni immobiliari e mobiliari e una severa correzione delle dinamiche di spesa".
Glp
151130 giu 08
 

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